BENVENUTI NEL MIO SITO!
Da molto tempo stavo pensando di creare un servizio di supporto per i genitori, per i miei alunni e per tutte le persone che direttamente o indirettamente hanno a che fare con la scuola, con i giovani, con l'educazione e la formazione.
IL MIO METODO:
FORMARE E INFORMARE IN MODO INTERATTIVO
Oggi sempre più persone si trovano a gestire momenti di incontro e di riunione assembleare; sono formatori, insegnanti, dirigenti scolastici, sindacalisti, dirigenti di azienda. Sono persone con caratteristiche e profili assai diversi che si scontrano con problemi simili: coinvolgere gli interlocutori, non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche da quello dei metodi.
Esse vorrebbero gestire incontri e riunioni in modo interattivo, ma alla fine si adeguano ad adottare uno stile comunicativo unidirezionale e direttivo, perché pensano che quando il numero degli interlocutori supera le dieci unità sia impossibile adottare modalità comunicative coinvolgenti e motivanti per tutti.
In questo modo i buoni propositi non si trasformano in pratica comunicativa. I contenuti che si vogliono veicolare sono magari innovativi e accattivanti, ma i metodi di trasmissione sono fermi alla solita modalità frontale.
Il metodo con cui si fa formazione e con cui si conducono gli incontri però non è neutro. Attraverso il metodo, infatti, passano messaggi e informazioni importanti. Se io dico che l’opinione di tutti è importante e alla fine parlo solo io, il messaggio che alla fine verrà percepito dai miei interlocutori sarà quello espresso in modo non verbale.
Con il metodo frontale; il formatore, il relatore il coordinatore parla e i destinatari ascoltano e prendono appunti. Chi utilizza questa modalità pensa, a volte, di essere innovativo nel momento in cui fa uso di nuove tecnologie informatiche; esse consentono di rendere gli incontri più avvincenti e meno pesanti, ma alla fine protagonisti di questi incontri rimangono sempre i relatori, i loro messaggi e non i loro interlocutori.
Esistono per fortuna strumenti comunicativi che consentono di realizzare il cambiamento di prospettiva che in molti auspicano.
Il metodo oggi ritenuto più efficace nella gestione di incontri, corsi di formazione, riunioni assembleari è quello che mette invece i destinatari nelle condizioni di partecipare attivamente al processo di apprendimento e/o di produzione di idee.
È un metodo esperienziale efficace perché aumenta la motivazione all’apprendimento e alla partecipazione di chi è destinatario di un messaggio.
È un metodo adatto sia a situazioni in cui l’emittente vuole far apprendere in modo significativo e autentico nuovi contenuti, sia a situazioni in cui chi coordina un incontro ha l’obiettivo di coinvolgere, ascoltare, far nascere nuove idee, abbozzare soluzioni di problemi.
È perciò un metodo che potrebbe essere utilizzato con successo da insegnanti, formatori, animatori, ma anche da dirigenti scolastici (gestione di collegi dei docenti), sindacalisti (gestione di riunioni sindacali), dirigenti di azienda (gestione di riunioni con soci e/o con il personale). Il metodo esperienziale consente di apprendere coinvolgendo e di coinvolgere aumentando l’apprendimento. Esso è un metodo la cui efficacia è dimostrata da moltissime esperienze concrete, ma ancora poco conosciuto e poco utilizzato.
Il mio principale obiettivo? Lo sviluppo dell'assertività!
L'assertività è la capacità di esprimere i propri bisogni e i propri diritti, le proprie sensazioni positive o negative, senza violare i diritti ed i limiti altrui.
Assertività è:
- Abilità di comunicazione, capacità di esprimere i propri pensieri ed idee future
- Capacità di identificare ed esprimere le proprie sensazioni
- Definire e rispettare i limiti
- Comunicare ed ascoltare in modo aperto, diretto ed onesto
Nessuno può ovviamente realizzare tutti questi obiettivi immediatamente. Prima di provare a sviluppare le abilità necessarie per avere un comportamento assertivo è necessario convincersi di avere tutti i diritti ai propri bisogni e necessità:
- Il diritto ai propri valori, pareri ed emozioni
- Il diritto di cambiare, modificare e sviluppare la propria vita come meglio si crede
- Il diritto di decidere come e dove dirigere la propria vita e e di stabilire le proprie priorità e obiettivi.
- Il diritto a non doversi giustificare per le proprie sensazioni o comportamenti
- Il diritto di vedere rispettati i propri bisogni e limiti
- Il diritto di dire agli altri come si desidera essere trattati
- Il diritto di dire "NO"
- Il diritto di prendersi il tempo e l'aiuto necessari a formulare le proprie idee e desideri prima di esprimerli.
- Il diritto a chiedere aiuto e informazioni senza dover avere sensazioni negative di vergogna o di colpa
- Il diritto a fare degli errori
- Il diritto di cambiare idea o a volte anche a comportarsi illogicamente
- Il diritto di piacersi anche se non si è perfetti
"Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in se' genio, potere e magia. Incomincia adesso."
Johann Wolfgang Goethe